Storia

I miei occhi di bambino non arrivavano ancora al tavolo del ristorante “Vascello d’Oro” (di Carrù), dove nonna Mariuccia stendeva la pasta all’uovo per ricavarne i prelibati tajarin (tagliolini). Così mio nonno Filippo Filippi prendeva una sedia e un piccolo mattarello, in modo tale che io potessi creare la mia pressia. Pressia, in dialetto piemontese, è l’arte di tirare la pasta con il mattarello: un lavoro di forza e precisione, perché è proprio lo spessore della pasta a fare la differenza nella preparazione dei tajarin, delle tagliatelle e delle pappardelle.

I tagliolini di mia nonna, da Carrù, la Porta delle Langhe, toccavano palato e cuore dei tanti avventori forestieri. Il Vascello d’Oro era infatti un punto di ritrovo inderogabile quando si voleva celebrare qualche buon affare o un successo lavorativo.

Proprio nel ristorante, ho imparato l’importanza della qualità delle materie prime e il loro relativo dosaggio, ma soprattutto – a poco a poco – ho assimilato la capacità di valutare il grado di umidità e di temperatura, differenti secondo il giorno e le stagioni, per calcolare il tempo necessario di essicazione della pasta all’uovo.

Crescendo poi, dopo gli studi all’Istituto alberghiero, ho iniziato a viaggiare (Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti), spinto dalla voglia di scoprire persone, gusti e culture differenti. Un lungo percorso che mi ha riportato qui, con la stessa curiosità di un tempo, ma con un amore ancora più grande per le Langhe e i loro sapori: la fragranza dei tagliolini all’uovo, il tartufo, i vini, le nocciole.

Per questo ho deciso di aprire un pastificio nella mia terra, luogo accogliente e ideale per produrre quella pasta all’uovo che ho scoperto da bambino e creare le nuove specialità Allemandi.